Uzbekistan: Viaggio su MISURA Luglio
Viaggiare in Uzbekistan a luglio significa immergersi nel cuore della “Chilla”, il periodo di 40 giorni (dal 25 giugno al 5 agosto) in cui il caldo raggiunge il suo apice. È un viaggio impegnativo ma estremamente gratificante per chi ama i climi secchi, i cieli tersi e vuole evitare le grandi folle.
Il clima: La “Chilla”
- Temperature: Le massime superano regolarmente i 40-45°C, specialmente a Bukhara e Khiva (aree desertiche). Tuttavia, l’umidità è molto bassa, il che rende il calore più sopportabile rispetto a quello afoso.
- Gestione della giornata: La vita si ferma tra le 12:00 e le 17:00. Gli uzbeki iniziano la giornata prestissimo e tornano a popolare le piazze dopo il tramonto, quando l’aria si rinfresca leggermente.
Perché andare a luglio?
- I frutti della terra: Luglio è il mese d’oro per i meloni e le angurie uzbeki, considerati tra i più dolci al mondo. Troverai mercati straripanti di frutta fresca e succosa, essenziale per idratarsi.
- Meno turisti: Rispetto a maggio o settembre, i siti iconici come la Piazza Registan a Samarcanda sono molto meno affollati, permettendo foto spettacolari senza ressa.
- Cieli limpidi: La luce estiva è perfetta per chi ama la fotografia; il blu delle cupole di Samarcanda risalta contro un cielo cobalto senza nuvole.
Itinerario consigliato e consigli tattici
- Khiva: È la città più calda. Visita l’Itchan Kala (la città vecchia) all’alba. Le mura di fango riflettono il calore, quindi il tardo pomeriggio è l’unico momento per godersi le viste panoramiche dal minareto Islam Khoja.
- Bukhara: Rifugiati nei Toqi (mercati coperti dalle cupole alte) che mantengono naturalmente una temperatura più fresca. Passa le ore calde sorseggiando tè verde vicino alla vasca d’acqua di Lyabi-Hauz, all’ombra di gelsi secolari.
- Samarcanda: Non perdere lo spettacolo di luci e suoni al Registan la sera, quando la temperatura diventa piacevole e la piazza si trasforma in un salotto all’aperto.
- Montagne di Tashkent: Se il caldo diventa eccessivo, prendi la funivia per la zona di Amirsoy o il lago Charvak. A un’ora dalla capitale, le temperature sono sensibilmente più basse.
Consigli pratici per la stagione
- Trasporti: Prenota i treni veloci Afrosiyob (Tashkent-Samarcanda-Bukhara) con almeno 45-60 giorni di anticipo sul sito Uzbekistan Airways. Le carrozze sono dotate di aria condizionata efficiente.
- Abbigliamento: Tessuti naturali (lino o cotone), maniche lunghe e pantaloni leggeri per proteggersi dal sole diretto. Non dimenticare un cappello e occhiali da sole di qualità.
- Acqua: Bevi esclusivamente acqua in bottiglia e abbonda con il tè verde caldo, che secondo la tradizione locale aiuta a regolare la temperatura corporea meglio delle bevande ghiacciate.
Luglio in Uzbekistan è un’esperienza intensa, un viaggio fatto di contrasti tra l’oro del deserto e il blu delle maioliche, perfetto per chi cerca un’avventura autentica fuori dai sentieri più battuti.
Giorno 1-2: Tashkent, il battito di cemento e maiolica
Atterrare a Tashkent a luglio è come entrare in un forno ventilato, ma la capitale accoglie con viali larghissimi e parchi rinfrescati da fontane monumentali. La prima tappa è il Chorsu Bazaar, un’immensa cupola azzurra dove l’aria odora di cumino e pane appena sfornato (non). Qui, tra i banchi di frutta, capisco perché luglio è speciale: i meloni e le angurie uzbeki sono al loro apice, dolci come miele, essenziali per idratarsi.
La sera, la metropolitana di Tashkent (la più bella dell’ex URSS) offre rifugio dal calore. Ogni stazione è un’opera d’arte: lampadari in cristallo, mosaici spaziali e marmi pregiati. Ceniamo con il primo Plov, il piatto nazionale: riso, carote gialle, carne di montone e uvetta, cucinato in enormi calderoni di ghisa.
Giorno 3-4: Khiva, il miraggio nel deserto
Un volo interno ci porta a Urgench, poi un taxi verso Khiva. Entrare nella cittadella di Itchan Kala a luglio, verso mezzogiorno, significa vedere le strade deserte. La sabbia del deserto del Kyzylkum sembra fondersi con le mura di fango della città.
Il segreto qui è vivere la città all’alba e dopo il tramonto. Alle 6 del mattino, saliamo sul minareto Islam Khoja: la vista sulla distesa di cupole turchesi e tetti piatti è commovente. Durante le ore calde, ci rifugiamo nelle sale del Palazzo Tash Khauli, dove le piastrelle in ceramica blu e bianca creano un’illusione di freschezza visiva. La sera, Khiva si trasforma: le luci calde illuminano il minareto incompiuto Kalta Minor e l’aria si riempie del suono dei ricami suzani venduti nelle bancarelle.
Giorno 5-7: Bukhara, l’oasi degli scambi
Il viaggio in treno o auto verso Bukhara attraversa chilometri di steppa arida. Bukhara non è solo una città, è un’atmosfera. Il cuore è la piazza Lyabi-Hauz, costruita attorno a una vasca d’acqua secolare e all’ombra di gelsi millenari. Qui, sorseggiamo tè verde mentre osserviamo gli anziani giocare a backgammon.
A luglio, i mercati coperti (Toqi) sono una benedizione: le loro cupole sono progettate per far circolare l’aria fresca. Compriamo forbici a forma di cicogna e sete colorate. Il momento più alto è la visita al Complesso Po-i-Kalyan: il minareto è così maestoso che persino Gengis Khan ne rimase impressionato tanto da risparmiarlo. Al tramonto, il mattone dorato della moschea sembra prendere fuoco.
Giorno 8-9: Samarcanda, la Meraviglia
Prendiamo il treno veloce Afrosiyob e in un’ora e mezza siamo a Samarcanda. Se esiste un luogo che giustifica il viaggio nonostante il caldo, è la Piazza Registan. Le tre madrase che la circondano sono un trionfo di mosaici, oro e scritte coraniche. Entrare nella Madrasa Tilla-Kari e guardare il soffitto d’oro zecchino toglie il fiato.
Poco distante, la necropoli di Shah-i-Zinda è un corridoio di mausolei rivestiti di maioliche blu di ogni sfumatura possibile. Il contrasto tra il blu elettrico delle ceramiche e il cielo terso di luglio è quasi accecante. Ceniamo in un giardino interno, mangiando spiedini di carne (shashlik) e pane fresco, mentre la temperatura finalmente scende a livelli gradevoli.
Giorno 10: Il ritorno
L’ultimo giorno torniamo a Tashkent. Il bagaglio è pesante: ceramiche di Rishtan, scialli di seta e il ricordo del calore, sia atmosferico che umano. Gli uzbeki sono un popolo di una gentilezza disarmante, sempre pronti a offrirti un pezzo di pane o un sorriso.
Riflessione finale: Viaggiare in Uzbekistan a luglio è una sfida fisica, ma premia con colori saturi, l’assenza di turismo di massa e la dolcezza dei frutti estivi. È un viaggio nel tempo, dove il deserto detta il ritmo della vita.