Dentro il cerchio del battente destro si legge in arabo la sura del Corano “Ikhlas”, mentre su quello sinistro – la sura “Kalimai shakhadat” con le parole “La illakha illallakhu Mukhammadur Rasulullakh” che viene tradotto come “non c’è altro Dio oltre Allakh e Maometto è il suo Profeta”. In realtà i battenti di questa porta per la prima volta furono instaurati all’ingresso nella residenza estiva di Mukhammad Amin-khan, costruita nel 1850-1851 nel villaggio Angarik.
All’interno della porta vi sono quattro locali dove nel passato si sistemarono la dogana e sarrafkhana (locali per il cambio di valuta). L’ingresso è lungo 10 metri ed è largo 4 metri.
Di fronte alla porta Ota-darvaza si trova l’hotel “Malika Khiva”. Lo spazio in mezzo alle due strutture è noto come “La piazza dell’ospitalità”.
Nella parte meridionale delle mura dell’Ichan-kala si trova la Tosh-darvaza – “la porta in pietra”, costruita presumibilmente negli anni 30-40 del XIX s. su ordine di Allakuli-khan. La porta è una solida struttura con sei camere nel suo spazio interno.
L’ingresso principale nell’Ichan-kala è caratterizzato dalle massicce torri in mattoni con all’interno le piccole stanze a due livelli. Le torri sono messe in comunicazione tramite piccoli passaggi laterali costruiti all’interno della darvaza. All’interno dei piloni esterni sono installate le scale a chiocciola che accompagnano al tetto.
I locali laterali più piccoli (fatti costruire per la dogana e la guardia del commercio) sono messi in comunicazione da due scomparti a cupola con l’aiuto di aperture ad arco. L’altezza della porta è di 10 m, mentre il vano dell’arco della carreggiata è largo 4.83 m. La facciata e l’interno della porta Tosh-darvaza non sono decorati, ma rivestiti in mattoni cotti ed impressionano con la semplicità e la grandiosita delle loro forme.
La carreggiata è coperta dalle due cupole a sfera conica. Ai lati del passaggio si trovano i locali a forma quadrata coperti da cupole, destinati all’uso della guardia e della dogana. Le torri incorporate nella facciata fiancheggiano un ampio passaggio rettangolare. Il diametro delle torri è di 4,2 m, mentre l’altezza è di 13,5 m. In alto delle porte, in mezzo alle torri, scorrono le arcatelle “revak”.
Le porte son alte 8.5 m, il vano della carreggiata è di 4.3 m. La facciata sud rivolta all’Ichan-kala è più piccola e non dispone di revak. A differenza della Tosh-darvaza, le scale che accompagnano su, son collocate esternamente e sistemate ai lati delle torri meridionali nello spessore delle mura dell’Ichan-kala. La porta Bakhcha-darvaza è stata costruita nel XIX s.
È molto più interessante la porta Palvan-darvaza che svolse la funzione sia dell’ingresso orientale dell’Ichan-kala che di una galleria commerciale.
La porta ha la forma di in portale ad arco dietro il quale si estende la “dash kucha” (tosh kucha) – la strada in pietra. Questa galleria è coperta da sei cupole. La struttura attuale rappresenta il risultato di più fasi di edilizia quando avvennero più volte i cambi delle idee architettoniche e del suo uso futuro. Secondo le leggende locali, nel XVII-XVIII ss. qui si trovava un’altra porta, molto più antica con all’interno la prigione dei khan. Le celle si trovavano lungo i lati del passaggio principale. All’uscita dall’Ichan-kala a destra dalla porta Palvan-darvaza fino al 1873 si trovò il mercato di schiavi, nello stesso luogo venivano rese pubbliche le leggi dei khan e venivano giustiziati i delinquenti. In relazione a ciò la porta Palvan-darvaza tra il popolo ebbe il nome di “Kul-darvaza” – “La porta di schiavi”, “Pashshab-darvaza” – “La porta delle esecuzioni”.
All’inizio del XIX s. sotto il khan Iltuzar la porta orientale dell’Ichan-kala fu ricostruita e la galleria fu estesa con l’aggiunta delle cupole le cui nicchie laterali furono utilizzate come spazi per il commercio. Nel 1835 durante i progetti edilizi di Allakuli-khan l’ingresso occidentale (dalla parte dell’Ichan-kala) subì la ricostruzione; fu probabilmente allora che fecero sostituire una parte delle botteghe con i piccoli bagni più che opportuni all’ingresso nella città.
All’incrocio con le mura fortificate si trova la porta ad arco con le feritoie e le torri laterali. Sopra l’ingresso fino ad oggi si vede una lastra in marmo con una scritta storica: “Shakhri Khiva” (la città di Khiva) e la data della costruzione, il 1221 dell’hegira, quindi il 1806. E la parte più antica dell’edificio ed è in comunicazione con i bagni di Anusha-khan. La costruzione della porta fu fatta finire da Allakuli-khan nel 1835.
Il medesimo nome, la porta di Palvan-darvaza, porta una struttura commerciale, cioè il centro commerciale di Khiva formatosi vicino alle porte orientali.
Attualmente la strada che porta alla stazione ferroviaria è stata messa in ordine. Vicino alla stazione a disposizione di turisti si trovano due alberghi “Lokomotiv Khiva”.
1. Iniziare la presentazione del centro storico l’Ichan-kala con le porte d’ingresso.
2. Dare le informzioni riguardo l’edificazione delle mura fortificate e delle porte stando di fronte all’Ota-darvaza.
3. Dopo la presentazione esterna della porta accompagnare i turisti nella parte interna.
4. Dopo aver presentato i monumenti storici dell’Ichan-kala, accompagnare i turisti alle tre porte laterali.
5. Dare breve caratteristica all’edificazione di ogni porta.
6. Durante la visita guidata il lavoro della guida non deve superare i 10 minuti di tempo (in ogni monumento).
7. Per la visita autonoma e le foto rilasciare ai turisti non meno di 10 minuti di tempo.
L’autore del testo: Akramova R. – la guida della prima categoria
Il traduttore del testo: Sattarova T. I. – la guida della prima categoria.
Istituto per lo sviluppo del turismo presso il Comitato statale della Repubblica dell’ Uzbekistan per lo sviluppo del turismo